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Milano a tavola: tutto quello che ci ha consigliato Gianmarco

Tutto il vocabolario e i link della nostra diretta con Gianmarco Senna

Martedì abbiamo fatto una diretta con Gianmarco Senna, ristoratore milanese, proprietario della trattoria Bela Tusa Trattoria nel quartiere Isola di Milano. Ci ha raccontato la sua città attraverso la tavola: i piatti, il dialetto, le case di una volta.

Durante la diretta sono uscite tantissime parole belle. Alcune le trovate in qualsiasi dizionario, altre le sentirete solo a Milano — e forse solo da qualche signora anziana.

Ve le ho raccolte tutte qui. Leggetele con calma: alla fine c’è un piccolo esercizio.


1. Dove si mangia

Non tutti i locali sono uguali, e la differenza non è solo il prezzo. È soprattutto storica.

  • il ristorante (pl. i ristoranti) Il locale più elegante. Una volta era il posto della borghesia, con un servizio curato, i tagli di carne più pregiati e uno chef in cucina. → Il Savini, in Galleria, è il ristorante storico di Milano.

  • la trattoria (pl. le trattorie) Un locale semplice, a conduzione familiare: cucina la famiglia, non lo chef. Storicamente era il posto dove mangiavano gli operai, i muratori, gli impiegati, la gente che lavorava. → A mezzogiorno la trattoria era piena di operai.

  • l’osteria (pl. le osterie) Ancora più semplice della trattoria. Il cuore dell’osteria era il vino: si andava soprattutto a bere, e si mangiava qualcosa. → Nell’osteria sotto casa gli anziani giocavano a carte fino a sera.

  • la latteria (pl. le latterie) Il negozio del latte, del pane e dei prodotti di ogni giorno. Nell’Italia del dopoguerra, molte latterie preparavano anche qualcosa da mangiare — un panino con la mortadella, un piatto caldo. → Le latterie di Milano sono quasi tutte sparite.

Un’espressione utile:

  • la trappola per turisti Un locale che vive solo della sua posizione: prezzi alti, qualità bassa. Come riconoscerla? Ha le fotografie dei piatti fuori dalla porta. → Vicino al Duomo ci sono tante trappole per turisti.


2. I piatti della tradizione

  • il risotto alla milanese Riso allo zafferano, mantecato con burro e parmigiano. Il piatto simbolo della città.

  • l’ossobuco (pl. gli ossibuchi) Fetta di stinco di vitello con l’osso al centro, cotta lentamente. Il nome viene dal dialetto: òss bus, cioè “osso vuoto”, perché nell’osso c’è il buco con il midollo. → Il classico dei classici è il risotto giallo con l’ossobuco.

  • la cotoletta (pl. le cotolette) Cotoletta di vitello impanata e fritta nel burro.

  • i mondeghili (sing. il mondeghilo) Polpette milanesi di carne avanzata, impanate e fritte. La parola arriva dall’arabo, attraverso lo spagnolo: un piccolo viaggio nel Mediterraneo dentro una polpetta.

  • la cassoeula Piatto povero d’inverno: le parti meno nobili del maiale (costine, cotenne) cotte con la verza. Si prepara da novembre a febbraio. La Bela Tusa ha vinto un premio proprio con la sua cassoeula.

  • il panettone Il dolce di Natale milanese, ormai famoso in tutto il mondo.

  • il taglio (pl. i tagli) La parte dell’animale che si usa in cucina. Si parla di tagli nobili (i più pregiati) e di tagli poveri. → Nelle trattorie si usavano i tagli meno nobili, quelli che costavano poco.


3. Le parole della città

  • la casa di ringhiera (pl. le case di ringhiera) La tipica casa popolare milanese: un cortile centrale e, ai piani, lunghi balconi con la ringhiera su cui si affacciano tutti gli appartamenti. Una volta anche i bagni erano lì, in comune. Si condivideva tutto. → Mia nonna è cresciuta in una casa di ringhiera all’Isola.

  • il cortile (pl. i cortili) Lo spazio aperto all’interno del palazzo. A Milano i cortili sono nascosti dietro i portoni: se ne trovate uno aperto, guardate dentro.

  • la bottega (pl. le botteghe) Il piccolo negozio artigiano di una volta. → Con la gentrificazione il quartiere ha perso quasi tutte le vecchie botteghe.

  • la credenza (pl. le credenze) Il mobile della cucina dove si tengono i piatti, i bicchieri e le tazzine. Nella Bela Tusa c’è quella della mamma di Gianmarco, con le sue vecchie tazzine.


4. Un po’ di dialetto milanese

Attenzione: il milanese non è italiano con un accento diverso. È un’altra lingua (un dialetto), e a Milano quasi non si parla più.

  • la tusa = la ragazza bela tusa = bella ragazza (in milanese bela si scrive con una l sola) In Veneto si dice tosa: le lingue si somigliano più di quanto pensiamo.

  • l’articiocch = il carciofo Confrontate: francese artichaut, inglese artichoke, milanese articiocch. L’italiano carciofo, invece, viene dall’arabo. Milano è stata spagnola, austriaca e francese, e nel dialetto si sente.

  • la pomm = la mela Come il francese pomme.

  • fa balà l’oeugg (letteralmente: “far ballare l’occhio”) Significa: guardarsi intorno mentre si lavora, stare attenti a tutto. Molto milanese: pratico, veloce, concreto.


5. Tre espressioni da portare a casa

  • uscire dai soliti circuiti Non seguire i percorsi turistici classici. → Se volete mangiare bene, uscite dai soliti circuiti.

  • si mangia divinamente Si mangia benissimo. (Notate la forma impersonale: si mangia, si beve, si vive.) → A Roma si mangia divinamente.

  • una città vivibile Una città in cui si sta bene, senza troppo traffico e troppa gente. → Dopo metà giugno Milano diventa molto più vivibile.


Piccolo esercizio

Completate con la parola giusta:

  1. Una volta gli operai mangiavano in ______, non al ristorante.

  2. Mia nonna teneva le tazzine buone nella ______.

  3. In inverno a Milano si mangia la ______, con la verza e il maiale.

  4. Non andiamo lì: è una ______ per turisti, hanno le foto dei piatti fuori.

  5. Le vecchie case milanesi hanno un ______ centrale, spesso nascosto dietro il portone.

(Soluzioni: 1. trattoria — 2. credenza — 3. cassoeula — 4. trappola — 5. cortile)


🍽️ I locali di Gianmarco Senna

  • Bela Tusa Trattoria — Via Pietro Borsieri 26, quartiere Isola, Milano. Cucina milanese di tradizione. Il nome si scrive con una l sola: in dialetto bela tusa significa “bella ragazza”.

    https://belatusatrattoria.it/ 📩 belatusatrattoria@gmail.com

  • Tusa — cocktail bar a pochi metri dalla trattoria, gestito dalla socia Norma Galdamez. Tutto il progetto è un omaggio alle donne.

    https://www.tusaisola.com/


📚 Libri e autori

  • Andrea G. Pinketts (vero nome: Andrea Giovanni Pinchetti, 1961–2018) — scrittore di noir ambientati nella Milano contemporanea, amico e cliente di Gianmarco. Il suo personaggio più famoso è Lazzaro Santandrea, investigatore per caso e suo alter ego. Titoli da cui iniziare: Lazzaro, vieni fuori e L’assenza dell’assenzio. In Francia ha ricevuto un’onorificenza per meriti culturali.

  • Alessandro Manzoni, I promessi sposi — citato solo come termine di paragone: un capolavoro, ma di duecento anni fa e non proprio leggero.


🎬 Film

  • Miracolo a Milano (Vittorio De Sica, 1951) — capolavoro del neorealismo italiano.


📷 Fotografia e artigianato

  • Virgilio Carnisio — fotografo milanese, amico di Gianmarco. Dal 1958 fotografa in bianco e nero la Milano che cambia: i cortili, le case di ringhiera, le osterie, le botteghe. In trattoria sono esposte venti sue stampe originali. Il suo archivio è entrato nelle collezioni del Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo e collabora con l’Archivio Fotografico Italiano.

  • Lillo Letters — artigiano pugliese che ha dipinto a mano l’insegna della Bela Tusa con le tecniche di una volta, e che lavora la foglia d’oro sulle vetrine. Si trova su Instagram. https://www.instagram.com/lilloletters/

  • Libreria Bocca — fondata nel 1775, è la libreria più antica d’Italia; dal 1936 si trova nella Galleria Vittorio Emanuele II. La scritta dorata “1775” in vetrina è opera di Lillo.


🏛️ Che cosa vedere a Milano

  • I classici: il Duomo, il Castello Sforzesco, il Cenacolo.

  • Il Cimitero Monumentale — sorprendente, vicinissimo alla trattoria. È uno dei pochi posti dove si sente ancora parlare milanese.

  • Il Bosco Verticale di Stefano Boeri e il Blue Note (jazz), entrambi all’Isola.

  • Quartieri fuori dai soliti circuiti: Isola, Lambrate, Corvetto — vecchi comuni inglobati nella città, con le loro piazze e la loro vita.

  • I cortili nascosti dietro i portoni dei palazzi.


🍝 Consigli pratici per chi viene a Milano

  • Uscite dai soliti circuiti: i posti migliori non sono in centro.

  • Evitate i locali di Piazza Duomo e tutti quelli con le fotografie dei piatti fuori.

  • Non ordinate gli spaghetti alla bolognese.

  • Cercate i posti senza menù in inglese. Su Google scrivete “trattoria milanese” o “ristorante di tradizione”.

  • Google sì, TripAdvisor molto meno. Leggete i blogger e i giornalisti gastronomici.

  • La pizza a Milano è ottima: ci sono più pizzerie che a Napoli.

  • Quando venire: dopo metà giugno, sotto Natale e sotto Pasqua — i milanesi vanno via e la città diventa molto più vivibile. Evitate la settimana del Salone del Mobile.

  • Usate i mezzi pubblici: la metropolitana porta ovunque.


🚆 Gite fuori Milano

Il mare in Liguria in circa un’ora; il lago di Como in quaranta minuti; Verona in un’ora e mezza; Venezia in due ore e mezza di treno; Firenze in due ore. E in aereo, un’ora per arrivare in Polonia.


🥘 I piatti e le parole del menù

  • la cassoeula (dial. cassola) — piatto invernale con le parti meno nobili del maiale e la verza. La Bela Tusa ha vinto con la sua cassoeula il premio di Foodish, il programma di Joe Bastianich.

  • l’ossobuco — in dialetto òss bus, “osso vuoto”.

  • i mondeghili — polpette milanesi; la parola arriva dall’arabo attraverso lo spagnolo.

  • il risotto alla milanese, la cotoletta, i brasati, il panettone.

  • Parole di dialetto: tusa (ragazza; in Veneto tosa), articiocch (carciofo, come il francese artichaut), pomm (mela, come pomme), fa balà l’oeugg (”far ballare l’occhio”, cioè guardarsi intorno mentre si lavora).


E adesso tocca a voi

Scrivete nei commenti una frase con una di queste parole. Oppure rispondete a questa domanda:

Vi è piaciuta la conversazione con Gianmarco?

Siete mai stati a Milano? Che cosa avete mangiato? 👇


La registrazione completa della diretta con Gianmarco Senna la trovate sopra. Gianmarco parla un italiano chiaro: con i sottotitoli è un ottimo ascolto per qualsiasi livello.


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